domenica 10 febbraio 2019

Alzati e balla! One Billion Rising




GIOVEDI' 14 FEB ORE 19:30
Alzati e balla!
One Billion Rising
Piazza Sant' Oronzo - Lecce 


Torna “One Billion Rising”, che il14 febbraio vede ballare donne di tutto il mondo e in tutte le piazze contro la violenza sulle donne e bambine,  per affermare la volontà di mettervi fine, per insorgere contro la violenza con l’atto liberatorio della danza.

One Billion Rising è la più grande azione di massa della storia umana, organizzata in molti paesi del mondo, il 14 febbraio di ogni anno a partire dal 2013.

Scrive Eve Ensler, ideatrice della iniziativa, “Un miliardo di donne che subiscono violenza sono un atrocità, ma un miliardo di donne che ballano sono una rivoluzione”.


La parola d’ordine della campagna di quest’anno è evocativa: rivoluzione. Una scelta coraggiosa perché contro la violenza sulle donne e le bambine è proprio una rivoluzione quello che serve: una rivoluzione della politica, nel segno di un sostegno effettivo e non solo di facciata; e una rivoluzione culturale, che mini alla base le strutture e i presupposti ideologici che legittimano violenza e discriminazioni di genere

In tutto il mondo a questa iniziativa aderiscono le associazioni e i movimenti di donne dando una risposta forte a violenza e sopraffazione.

A Lecce la Casa delle Donne e il Laboratorio di danza di Annamaria De Filippi promuovono il flash mob “One Billion Rising” e invita tutte  e tutti a scendere in piazza e partecipare.

lunedì 10 dicembre 2018

La Festa per i 10 anni della Casa delle Donne


venerdì 14 dicembre 2018
dalle ore 18:30


Teatro Koreja
Via Guido Dorso, 70- Lecce

LA CASA DELLE DONNE COMPIE DIECI ANNI

La Casa delle donne di Lecce nasceva 10 anni fa, nel 2008, con l’atto costitutivo di una rete di donne native e migranti che avevano un progetto nella testa, al quale con ostinazione ed entusiasmo stavano lavorando da qualche tempo: costruire nella città un luogo, reale e simbolico, dove le donne del Salento potessero incontrarsi per “progettare, riflettere, operare, condividere e creare le condizioni di crescita dell'autodeterminazione e della libertà di tutte, indipendentemente dall’orientamento sessuale, politico o religioso, dalla classe sociale, dall’etnia e provenienza, dal livello culturale”. 
Questa era la scommessa. Nel corso di questi dieci anni la Casa delle donne è riuscita a diventare un punto di riferimento per molte altre donne, raccogliendo attorno a sé speranze e aspettative, avviando progetti per promuovere l’iniziativa e la creatività delle donne in ogni campo, dalla cultura del territorio alla cooperazione internazionale; realizzando ricerca e documentazione, spettacoli, mostre, rassegne di cinema delle donne, seminari e presentazioni di libri, corsi di formazione e alfabetizzazione per donne immigrate ed tanto altro ancora. 
Oggi la Casa delle donne di Lecce può raccontare i suoi primi dieci anni, in cui ha continuato ad essere luogo di comunicazione, attività, organizzazione autonoma e confronto fra donne native e migranti, spazio aperto alle pratiche politiche delle donne, di valorizzazione delle differenze culturali, sociali, biografiche attraverso l’incontro delle donne che la abitano con la città e il territorio salentino.



Questo il programma

ORE 18.30
start, introduzione e saluti con le donne della Casa

Video documentale realizzato dalla Casa sui dieci anni di attivita'

Presentazione del Laboratorio Le spose di BB con Paola Pauline Leone

L'esperienza politica delle giovani donne della Casa

ORE 20.30 
Spettacolo teatrale
DOPPIO TAGLIO
di e con Marina Senesi

a seguire DJ Set e festa danzante

venerdì 23 novembre 2018

25 movembre - contro la violenza di genere



25 NOVEMBRE 2018
PIAZZA S.ORONZO - LECCE 
ORE 16,30
SIT-IN 
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE



COMUNICATO
La Casa delle Donne di Lecce aderisce alla mobilitazione nazionale indetta dalla rete NON UNA DI MENO, partecipando alla manifestazione contro la violenza di genere del 24 novembre e all'Assemblea nazionale del 25 novembre, a Roma.

Saremo lì con un nostro pullman,con il nostro striscione e con tante donne giovani e meno giovani per ribadire ancora una volta che “Siamo la marea femminista che in Italia e nel mondo ha levato il suo grido globale contro la violenza maschile, di genere e razzista”; per ribadire che i femminicidi sono la punta di un iceberg fatto di oppressione: la violenza maschile comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze , sfruttamento, precarietà.

La precarietà è donna e per questo la nostra lotta contro la violenza è anche una lotta contro la precarietà e lo sfruttamento.
Per questo a Lecce sosteniamo la mobilitazione nell'Università delle studentesse di “Studenti Indipendenti e di ESM (studenti Erasmus) e il 25 novembre daremo vita ad un sit-in in Piazza S. Oronzo, convergendo con le iniziative che le associazioni di donne e il Comune metteranno in campo.


23 NOVEMBRE 2018

Eccole le ragazze della Casa delle Donne di Lecce insieme con Studenti Indipendenti  e ESN(studenti Erasmus)  oggi fra i plessi universitari per i flash mob contro la violenza sulle Donne
Invitiamo tutte le donne a partecipare.

STAMPA: 

domenica 18 novembre 2018

WAW - Lecce-Tirana: il lavoro visto dalle donne





LECCE-TIRANA: il lavoro visto dalle donne
Dialogo sulle pratiche femministe tra le due sponde dell’Adriatico
Venerdì 23 novembre 2018 

dalle ore 18,30, presso l’Open Space di Lecce

in seno al Progetto WOMEN AT WORK,
si svolgerà l’incontro

 Lecce-Tirana: il lavoro visto dalle donne
un’occasione di dialogo e confronto sulle esperienze
 e sulle pratiche femministe in Italia e in Albania e tra i due Paesi  congiunti nel sopraccitato Progetto di Cooperazione.

La relazione tra alcune donne della Casa e donne albanesi è antica e proprio nel Progetto Women at Work trova il culmine di collaborazione e di cooperazione.
A condurre l’incontro della serata, come referente della Casa delle Donne e degli enti partner nel progetto, sarà Ada Donno, cultrice delle dinamiche politico-culturali del Paese delle Aquile.

Donne provenienti da luoghi diversi intesseranno un racconto specifico e al tempo stesso comune rispetto alla dimensione del femminile, dei processi emancipativi e del lavoro: preziosa sarà la presenza di Holta Koci, Executive Director ACA - Albanian CommunityAssist, e di SKERDI ZANAJ, Professora Associata di Economia presso l’Università del Lussemburgo.
clock

Premio Immagini Amiche 2018 alla campagna campagna di comunicazione sociale contro gli stereotipi #facciamo che non sia una eccezione della Casa delle Donne di Lecce


                                     Teatro comunale di Carpi, 17 novembre 2018


" É un onore consegnarvi questo premio a nome anche del Parlamento Europeo, perché vedo nel lavoro che avete fatto alcune delle tematiche che sono al centro delnostro sforzo nella Commissione Parità di Genere "
queste le parole di Elly Schlein sul palco del Teatro Comunale Carpi nel consegnarci il Premio Immagini amiche categoria affissioni.

Un onore tutto nostro e tanta emozione per un riconoscimento importante e inaspettato.
Volevamo lanciare un messaggio forte e amaro e farlo con freschezza e ironia. La semplicità è un esercizio difficile e meticoloso da eseguire, per creare questa campagna di comunicazione c'è voluto impegno e cura, tante teste e competenze messe in moto.
Siamo davvero soddisfatte dei riscontri on line ed off line, e della grande curiosità che ha destato in Italia questo nostro progetto.
#facciamochenonsiauneccezione
6 poster 70x100
affissione urbana
visual designer: Donata Bologna
copy e comunicazione social: Gioia Perrone
scatti fotografici: Lucia Pagliara
Responsabili creative progetto: Ilaria Florio, Cinzia Tarantino 

La campagna di comunicazione #facciamochenonsiauneccezione e' venuta talmente bene che ieri e' stata premiata! Donata Bologna e' andata fino a Carpi per ritirare il premio a nome della Casa Delle Donne Lecc
https://www.facebook.com/casadelledonnedilecce/videos/253718721978195/

domenica 28 ottobre 2018

METAMORFOSI DELLA SESSUALITA':dalla differenza sessuale all'identità post genere

Venerdì 9 novembre 2018 Officine Culturali Ergot 
Piazzetta Falconieri 1/b Lecce 
ore 18,00

METAMORFOSI DELLA SESSUALITA':
dalla differenza sessuale all'identità post genere
DONNA HARAWAY E IL CYBERFEMMINISMO

con GRAZIELLA PISANO'
e
ANTONELLA MANGIA

della Casa delle Donne di Lecce

I mutamenti della soggettività e dell'identità sollecitati dal moltiplicarsi di nuove figure della sessualità nella scena tardo contemporanea, costituiscono un punto di svolta nel dibattito femminista internazionale.
Non solo in campo teorico ma anche nelle pratiche sociali diffuse si passa dal binarismo di genere alla nuova frontiera dell'identità, plurima, mobile, in divenire, non più veicolata in senso esclusivo dal sesso biologico, ma dalla libertà dell'orientamento sessuale.
Questo comporta per la riflessione femminista la necessità di un profondo mutamento di prospettiva circa il modo di pensare la sessualità e il rapporto natura-cultura nella definizione dei percorsi identitari,nonché la centralità dell'autonomia della persona oltre il confine di genere.

organizza:Casa delle donne di Lecce

sabato 20 ottobre 2018

Women At Work #Facciamo che non sia un’eccenzione: campagna di comunicazione sociale contro gli stereotipi

Sei poster fotografici per una campagna di comunicazione sociale, che affronta con leggerezza ed ironia sei temi importanti per il mondo lavorativo e la vita delle donne: conciliazione vita - lavoro, tetto di cristallo, sessismo nei luoghi di lavoro, linguaggio stereotipato e disparità salariale. 

Aspetti diversi che continuano ad essere presenti, tra stereotipi più o meno radicati e abitudini discriminatorie persistenti, nonostante i progressi delle donne in una società che è in profondo cambiamento, come quella salentina e più in generale quella italiana. 
Tali stereotipi e abitudini, anziché diminuire o scomparire, sembrano ritornare con maggiore aggressività in presenza, da una parte, dei processi di deindustrializzazione e di mancata nuova occupazione connessi con la crisi economica, che esasperano la competitività nel mercato del lavoro; dall’altra, in presenza di politiche di austerità che incidono sui servizi sociali finalizzati a ridurre il carico dei lavori di cura e addirittura pretendono di riformare il “ciclo di vita” delle persone. Tutti fattori che giocano a sfavore delle donne e rischiano di annullare i risultati di decenni di lotte emancipative. 

La campagna di comunicazione sociale della Casa delle Donne di Lecce, - “Facciamo che non sia un’eccezione” - realizzata in collaborazione con le associazioni partner del progetto Women At Work,* coincide con l’anniversario dei dieci anni di vita della nostra associazione, impegnata sul territorio nella promozione di iniziative a favore della parità e il rispetto tra i generi.
“Facciamo che non sia un’eccezione” è il claim che ricorre in ciascuno dei sei poster fotografici, per ribadire che ciò che oggi rappresenta una singolarità dovrebbe diventare una prassi, un’abitudine di vita condivisa tra uomini e donne, un contesto culturale entro cui tutti e tutte debbano riconoscersi, affinché ciascuno/a possa crescere e vivere come persona, con bisogni e necessità che vanno al di là dello stereotipo dei ruoli sociali.  

                È il caso del congedo parentale (mio marito ha preso il congedo parentale!), che ben rappresenta l’attuale situazione. Infatti, sebbene la legislazione italiana preveda dal 2013 il congedo per i neo-papà, la percentuale di uomini che ne beneficiano è ancora troppo bassa. Dall'11,0% del 2012 al 18,4% del 2016 e, nonostante si riscontri un aumento continuo, l’INPS non ritiene che questo dato sia un valore a regime.

           Il tetto di cristallo (in ufficio mi hanno 
assegnato un segretario! ), come si sa, è quella barriera invisibile che impedisce tuttora alle donne di raggiungere posizioni dirigenziali e alti livelli manageriali in ogni campo del lavoro produttivo, riducendo anche i loro stipendi nei confronti degli uomini. Le statistiche dicono che tale meccanismo negativo, presente nel mercato del lavoro globale, agisce con maggior efficacia nel mondo del lavoro in Italia rispetto ad altri paesi europei. Analisi più approfondite indicano che non è solo una questione legata alla maternità e a mancate politiche di conciliazione vita-lavoro, ma è un meccanismo discriminatorio legato al persistere degli stereotipi di genere.  A parità di curriculum vitae, gli uomini hanno più probabilità di accedere a ruoli dirigenziali e, a parità di performances, gli uomini hanno più probabilità di avanzare nella carriera. 

         
   Sessismo nei luoghi di lavoro (al colloquio ha valutato solo il mio curriculum / al colloquio non mi ha chiesto se vorro' figli! ) Seconde le ultime rilevazioni statistiche condotte dall’ISTAT, sono 1 milione e 173 mila in Italia le donne che durante la loro vita hanno subìto ricatti sessuali sul posto di lavoro. In modo particolare, le disoccupate più delle occupate perché più vulnerabili; le indipendenti più delle dipendenti; le impiegate più delle operaie. Solo lo 0,7% però ha sporto denuncia, sia per paura di perdere il lavoro che per “vergogna” di essere giudicate dalla società e dai familiari. La campagna #metoo, nata negli Usa e diffusasi in breve in tutto il mondo per sensibilizzare il genere femminile nei confronti di abusi fisici o psicologici che possono avvenire sul posto di lavoro o in un qualunque altro contesto, ha contribuito ad aprire uno squarcio sul substrato sociale della violenza più diffusa e silenziosa esercitata sulle donne da parte degli uomini che occupano posizioni di potere nel mondo lavorativo. Il movimento #metoo ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di Pandora della condizione di ingiustizia entro cui la relazione sociale fra donne e uomini si è strutturata. Non si tratta infatti soltanto di denunciare comportamenti moralmente riprovevoli, ma di scardinare la strutturale e radicata asimmetria di potere che tuttora caratterizza, anche nel mondo del lavoro e della produzione sociale, i rapporti fra uomini e donne. 

               
 Linguaggio - La discriminante gabbia del “lavori tipicamente maschili e/o femminili” (finalmente mi ha chiamato architetta guadagno come il mio collega antonio!) Indagare il sessismo e la discriminazione di genere nel lavoro significa combattere stereotipi e pregiudizi sedimentati nello schema del lavoro “tipicamente” maschile e/o femminile, cioè delle mansioni tradizionalmente riservate all’uno o all’altro genere. Solitamente questa gabbia si traduce in una discriminazione a danno delle donne e in una forma di segregazione sessuale del lavoro. Le statistiche indicano che alcune cose stanno cambiando, tuttavia ancora oggi, quando una donna svolge una professione considerata tradizionalmente “maschile”, il sessismo riemerge sotto la forma di una vera e propria “invalidazione”, che si manifesta non solo nel trattamento economico (ancora oggi in molti contesti professionali le donne ricevono inferiori rispetto ai loro colleghi uomini di pari livello e, pur avendo pari competenze, vengono “demansionate”, se non scartate perché considerate non “idonee”) ma anche nei comportamenti e nel linguaggio. 
Spesso le donne per essere accettate si adattano a rientrare in cliché di scelta e/o di comportamento, cioè tendono a preferire lavori “tipicamente” femminili, oppure ad imitare sul lavoro i comportamenti dei colleghi maschi. Alcune indagini condotte fra lavoratrici con mansioni tradizionalmente maschili (tipografe, camioniste, minatrici, guardie giurate, agenti di polizia, ma anche maestre d’orchestra e avvocate) hanno messo in luce come esse avessero finito col modificare il loro modo di essere, confermando così inconsapevolmente lo schema della segregazione e divisione sessuale del lavoro. Accade allora che, di una lavoratrice che dimostra buone capacità si dica che “è una donna con le palle”. 
Una forma mascherata di mancato riconoscimento delle capacità professionali delle donne è l’attribuzione di titolo professionale e qualifica lavorativa non declinati al femminile, come invece la lingua italiana consente agevolmente.

           
    Disparità salariale  (mi pagano come il mio collega Antonio!)
Nel 2017 i dati pubblicati dall’ Eurostat-Istat riportavano un divario retributivo fra uomini e donne in termini di paga oraria pari al 5,5%. Le donne, dunque, guadagnano meno degli uomini a fronte di una media Ue del 16, 3%. Il fenomeno viene generalmente attribuito a delle caratteristiche individuali delle donne e uomini occupati, in relazione all’esperienza e all’istruzione. Tuttavia, ciò che è andato costruendosi in Italia è una vera segregazione di genere a livello occupazionale, legata senza dubbio a fattori culturali, sociali ed economici che ben si legano al divario retributivo.