lunedì 7 luglio 2014

CRESCERE NELLA SOLIDARIETÀ - Bando per microcredito

AVVISO PUBBLICO PER IL FINANZIAMENTO DI MICROPROGETTI NELL’AMBITO DEL PROGRAMMA INTEGRATO DI RIGENERAZIONE URBANA DEL QUARTIERE LEUCA

La L.F.D. LIBERA FEDERAZIONE DONNE, CASA DELLE DONNE di LECCE, partecipa al programma di rigenerazione del quartiere Leuca con un progetto dal titolo “CRESCERE NELLA SOLIDARIETÀ”, che ha come obiettivo quello di sostenere lo sviluppo di piccole attività nel quartiere, realizzate da donne, native e migranti, che abitano la città di Lecce.

Si intendono selezionare 3 proposte di attività imprenditoriali, nuove o già esistenti, preferibilmente localizzate nel quartiere Leuca, cui assegnare un contributo a fondo perduto di € 4.000,00 massimo per l’acquisto di attrezzature e servizi pertinenti all’oggetto dell’attività.

Questo avviso è quindi rivolto alle donne – maggiorenni, domiciliate a Lecce, occupate o in cerca di occupazione, singole o associate - che vogliano migliorare la propria attività imprenditoriale o crearne una nuova, preferibilmente nel quartiere LEUCA e che condividano con la Casa delle Donne i principi del pacifismo, della solidarietà, della sostenibilità, del rispetto di tutti gli esseri viventi , della tutela dei beni comuni, della libertà e autodeterminazione delle donne.

Le donne che decideranno di partecipare al bando, in caso di aggiudicazione, si impegnano a rispettare questi principi nella realizzazione della loro attività e di cooperare alla realizzazione di un fondo per sostenere altre iniziative analoghe.

La domanda di finanziamento completa della documentazione richiesta, dovrà pervenire entro e non oltre il 29 Agosto 2014. A tal fine non sarà considerata la data di spedizione. Il recapito della domanda è ad esclusivo rischio della mittente.

Per informazioni e chiarimenti sul bando e sulla formulazione dello stesso, sarà possibile incontrare alcune componenti della Casa delle Donne c/o il modulo ECOexpress di Parco Tafuro a Lecce, nelle date del 9, 16, 23 ed 30 luglio 2014 dalle 18,00 alle 20,00.
Sono ammesse richieste di chiarimenti via e-mail, da inviare all’indirizzo cinzila14@gmail.com entro e non oltre il 20 luglio 2014.

per scaricare il bando: 


 










domenica 8 giugno 2014

La Casa delle Donne di Lecce fa festa

siete tutte invitate 



Care amiche e amici,

la Casa delle Donne se ne va in ferie per un po!
Per questo vogliamo chiudere questa prima parte dell'anno sociale con una  fantastica festa, alla quale siete tutt*  invitat*.
Una serata da passare insieme  tra musica, spettacoli di tango e teatro, tanto buon cibo e birrette per tutt*!
La Festa sarà preceduta da un momento di  riflessione  e discussione, coinvolgendo le  altre Associazioni che vorranno partecipare, sul  problema della gestione degli  spazi  in questa città, tra pubblico e privato, nel mondo dell'associazionismo, per confrontare percorsi, esperienze e desideri, guardando al futuro.

Per l'occasione sarà anche allestita  una mostra collettiva di alcune artiste locali, ospitata negli spazi delle Manifatture Knos



start ore 18,30:
#incontro con le associazioni culturali della citta' sugli spazi pubblici-privati

a seguire:

#serata di autofinanziamento organizzata dalla Casa delle Donne:
concerto, performance di tango e teatro con
beltango project
io sono bellissima nonsidice nonsifa
dj set - playgirls from caracas 

 
#abbiamo inoltre preparato per tutti voi un ghiotto buffet, tutto ad un prezzo assolutamente politico!!!

Vi aspettiamo Venerdì 13 giugno alle Manifatture Knos
Sara' una serata bella fresca! Non mancate!


Passateparola, e .... non perdeteci di vista !

Si ringraziano le Manifatture Knos.

LFD Libera Federazione Donne  - Casa delle Donne di Lecce

giovedì 24 aprile 2014

Nella casa di Borgo San Nicola con le donne, nel carcere



 il XV Festival del Cinema Europeo
e la Casa delle Donne di Lecce
presentano
mercoledì 30 aprile 2014 ore 21,00
Multisala Massimo - Lecce

"nella Casa
di Borgo San Nicola
con le donne, nel carcere"

un film di
Caterina Gerardi

interviste condotte da
Sandra del Bene
Caterina Gerardi
Rosamaria Francavilla
Girato nel carcere femminile di Lecce, questo lavoro senza prevenzioni e senza indulgenzattraverso interviste ed incontri indaga la vita, le considerazioni, le aspettative e le nostalgie di un gruppo di donne detenute in regime di Alta Sicurezza.
Caterina Gerardi sostiene che"il carcere non è per le donne".

presenta
Sandra del Bene
(della casa delle donne)

ne discutiamo con
Silvia Baraldini
( ex detenuta politica negli USA)
Margherita Michelini
(direttrice del carcere Gozzini - Firenze)



Silvia Baraldini tornerà a Lecce per prendere parte, mercoledì 30 aprile, agli incontri organizzati dalla Case delle donne nell’ambito del XV Festival del Cinema Europeo, con la proiezione del film di Caterina Gerardi "Nella casa di Borgo san Nicola, con le donne nel carcere".
Rammentiamo  brevemente la vicenda di Silvia, che ci emozionò intensamente e suscitò un vasto movimento di solidarietà, attivo anche a Lecce.

mercoledì 19 marzo 2014

Festa di primavera

 
 
 "Cosi sono arrivata al femminismo che è stata la mia festa, qualcuna doveva ben cominciare...l'ho fatto io"
 
Carla Lonzi - Taci anzi parla
 
 
VENERDI 21 MARZO
ORE 19 - ERGOT OFFICINE
 
LA CASA DELLE DONNE DI LECCE TI INVITA A FESTEGGIARE L'ARRIVO DELLA PRIMAVERA!
 
CI SARA' UN RICCO APERITIVO ORGANIZZATO DA NOI E TANTA MUSICA  FRIZZANTINA!
 
SARA' L'OCCASIONE PER TUTTE ANCHE DI RINNOVARE LA  TESSERA ALLA CASA DELLE DONNE PER IL 2014.
 
La Casa delle Donne è una rete di associazioni, nata nel maggio del 2008. Il nostro obiettivo è quello di realizzare il progetto di una "Casa delle Donne" a Lecce che sia punto di riferimento del movimento delle donne e di gruppi femministi, luogo di incontro, di relazione, di scambio, di sostegno tra donne, di attività e organizzazione politica autonoma delle donne, spazio autogestito ed aperto alle varie pratiche femministe, a tutte le donne, di qualunque orientamento sessuale, ai gruppi e alle associazioni di donne.
 
PERCHE' TUTTE LE CITTA' DEL MONDO MERITANO UNA CASA DELLE DONNE.
 
Attualmente questo "luogo" ancora non c'è, questo spazio fisico e politico dove realizzare le nostre attività politiche, culturali, artistiche, artigianali e di servizio per le donne native e migranti della Provincia di Lecce rappresenta ancora il nostro principale obiettivo e sogno.
 
PER RAGGIUNGERE QUESTI OBIETTIVI  TI CHIEDIAMO DI PARTECIPARE AI NOSTRI INCONTRI (TUTTI I LUNEDI ALLE ORE 19 C/O LIBRERIA ERGOT) E DI SOSTENERCI ANCHE CON UN PICCOLO CONTRIBUTO ECONOMICO PERCHE' QUESTO  PROGETTO, UN GIORNO, POSSA DIVENTARE REALTA'.
(costo tessera associativa 5 euro)
 
 
 
VI ASPETTIAMO!
 
Casa delle Donne Lecce

giovedì 13 marzo 2014

Aborto: l'UE condanna l’Italia perché viola i diritti della legge 194

Il Consiglio d'Europa: "Calpestati i diritti delle donne". Ma chi si prende realmente cura di loro?

 

Secondo il Consiglio d'Europa il nostro Paese non rispetta la legge 194 09/03/2014. In tema di aborto, i diritti delle donne vengono sistemicamente calpestati

Quindi, secondo il Consiglio d'Europa, abortire è una pratica impossibile. Il documento redatto dal Comitato europeo dei diritti sociali condanna così la violazione della legge: “A causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza l’Italia viola i diritti delle donne che alle condizioni prescritte dalla legge 194 del 1978, intendono interrompere la gravidanza”. Per la prima volta nella storia, il Consiglio d’Europa si esprime nettamente sulla situazione della applicazione della legge sull’aborto in Italia.

Il documento di condanna dell’UE avrà però adesso un effetto importante: consentirà alle donne di denunciare i casi in cui in Italia non sarà possibile effettuare l’aborto in strutture pubbliche in ottemperanza della legge 194 e avviare così in Italia azioni legali contro medici obiettori e strutture ospedaliere.
E' questo il modo più efficace per difendere i diritti delle donne? L'Unione Europea non potrebbe, innanzitutto, studiare un sistema per aiutare le donne in difficoltà?

lunedì 3 marzo 2014


8 MARZO 2014
Corteo pubblico
Porta Napoli - ore 9.00

Questo 8 marzo, in molte città italiane ed europee, il movimento delle donne ha deciso di scendere nelle strade per difendere il principio di AUTODETERMINAZIONE. In Spagna, in Grecia, in Italia è in atto una strategia politica che, attraverso limitazioni all'interruzione volontaria di gravidanza e altre privazioni, mira a ridurre spazi di autonomia e libera scelta - non solo delle donne - di poter vivere liberamente la propria sessualità.

La Casa delle Donne di Lecce invita tutt* a prendere parte a questa grande manifestazione che vuole essere strumento per costruire PERCORSI COLLETTIVI di consapevolezza, partecipazione e liberazione.

VOGLIAMO UNA POLITICA che metta le donne in condizioni di poter scegliere: riportando l'attenzione su prevenzione, contraccezione, valorizzazione delle differenze ed educazione sessuale nelle scuole, dando risposte concrete per migliorare le condizioni materiali di vita delle donne e garantendo un welfare e un lavoro che consentano, alle donne che lo scelgono, di essere madri.

Autodeterminazione è consapevolezza.
Autodeterminazione è contraccezione libera e gratuita. Autodeterminazione è un aborto libero e sicuro. Autodeterminazione è poter vivere liberamente il proprio orientamento sessuale.
Autodeterminazione è poter scegliere di essere madre o no.

L'8 MARZO MANIFESTA CON NOI!

lunedì 3 febbraio 2014

Lo Stato e l’aborto: segnali allarmanti dalla Spagna

Lo Stato e l’aborto: segnali allarmanti dalla Spagna

22 gennaio 2014
 

abortolegalyseguro
Il 20 dicembre scorso il governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy ha approvato una legge che stabilisce la possibilità di abortire solo in caso di stupro o di pericolo per la salute della donna, pericolo che dovrà essere attestato da due medici. Di fronte a questo, che è stato definito, “il più grave attacco ai diritti delle donne dalla dittatura franchista” le donne spagnole non sono state a guardare.
Da un lato, è stata lanciata in Internet una campagna dal titolo “Nuca Màs” (ovvero “Che non accada mai più”). Accanto a questo slogan sono stati posti due simboli che riportano alla mente il tragico fenomeno degli aborti clandestini: ferri da maglia e grucce. Centinaia di donne si sono fatte fotografare con questi in mano e le hanno fatte circolare su Facebook e su Twitter con gli hashtags #AlertaFeminista e #abortolibre.
Si è poi organizzata una manifestazione dal nome “Il treno della libertà“. Il 1° febbraio, da tutta la Spagna, partiranno convogli pieni di donne dirette verso Madrid per protestare contro il progetto di legge del governo Rajoy. Lo scopo sarà quello di consegnare alla Camera dei deputati, il seguente appello, scritto da Alicia Miyares, e intitolato “Perché io decido”:

domenica 2 febbraio 2014

Aborto, le donne europee scendono in piazza l’1 febbraio contro la legge spagnola

Aborto, le donne europee scendono in piazza l’1 febbraio contro la legge spagnola

Aborto, le donne europee scendono in piazza l’1 febbraio contro la legge spagnola 

 

Obiettivo, il ritiro della proposta del ministro della Giustizia Gallardón che intende vietare l'interruzione volontaria di gravidanza tranne nei casi di violenza sessuale o di grave rischio per la salute della madre. TUTTE LE INIZIATIVE NELLE CITTA' ITALIANE





Un treno che, dalla Spagna, attraverserà idealmente tutta l’Europa, passando per l’Italia. Il primo febbraio, da molte città spagnole, partiranno convogli diretti a Madrid per protestare contro il progetto di legge del ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardón, che intende vietare l’aborto come libera decisione della donna, limitandone il ricorso ai casi di violenza sessuale o di grave rischio per la salute della donna.
Il Tren de La Libertad, divenuto il simbolo di questa protesta, consegnerà il messaggio ‘Porque yo decido‘ al capo del governo Mariano Rajoy, alla ministra della Salute, servizi sociali e pari opportunità Ana Mato e al ministro Alberto Ruiz Gallardón, per esigere che venga mantenuta la legge attuale sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza. Una legge che, nel 2012, ha portato alla riduzione di 6mila casi di aborto rispetto all’anno precedente.
L’Italia e il resto d’Europa hanno risposto all’appello spagnolo, organizzando manifestazioni, presidi e assemblee pubbliche, nelle piazze ma anche davanti alle ambasciate spagnole, ai consolati e alle prefetture. Il messaggio ‘Perché io decido‘, tradotto in differenti lingue, tra cui l’italiano, rimbalzerà così di città in città e il primo febbraio segnerà l’inizio di una grande mobilitazione unitaria delle donne europee, in difesa della libertà di scelta e del diritto all’autodeterminazione.
Nel nostro paese la rete WomenareEurope (Wae), nata su iniziativa di alcune associazioni fiorentine, sta facendo da catalizzatore per tutte queste iniziative e, attraverso l’appello “Per un’altra Europa, laica e dei diritti” vuole costruire le basi per una rete europea delle donne che porti a una grande manifestazione il prossimo 8 marzo.